Piero Pes

MASCHERE

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Messa in scena e messa in immagine sono i momenti essenziali di ogni rituale carnevalesco su cui si intrecciano tradizione, innovazione, organizzazione, conformismo e apparentemente forme di contestazione. In ogni Carnevale, l'uso della maschera, cioè la messa in immagine implica un simultaneo nascondere/esibire che costituisce il paradosso di ogni rappresentazione e, quindi, di ogni messa in scena. L'uomo che porta una maschera, pur essendo se stesso, rappresenta un altro. Così la maschera con la sua rigidità e immutabilità crea un mondo di volti, caratteri e ruoli perfettamente disponibili a essere articolati tra loro secondo trame che non sono le vicende di storia, ma la loro rappresentazione. Ma sopratutto va sottolineata la funzione insieme sacra e profana di "trasformazione unificatrice" della maschera; l'attore grazie ad essa partecipa simultaneamente della propria identità storica e di quella mitologica del personaggio, nello spazio e nel tempo della rappresentazione carnevalesca che conferisce attualità storica al personaggio e dimensione tipica all'attore. Nell'analizzare le immagini fotografiche di questo volume su un particolare evento festivo, quale è il Carnevale di Barbagia, non si possono non ricordare le parole di Diego Carpitella quando si sofferma sull'importanza "che l'immagine fissa ha avuto nell'ambito delle discipline sociali ed in particolare nell'etnografia e nello studio delle tradizioni popolari. Così come non si può non sottolineare che la verosomiglianza della documentazione fotografica non significa una presunta assoluta oggettività, bensì un fissaggio artificiale che ha i vantaggi e i privilegi di poter riflettere e rivedere il documento"...